Il karate


Cos'è il Karate?


L'antica arte marziale nata in Giappone, allo scopo di difesa senza l'uso di armi (KARA=vuota TE=mano) è ora uno sport di combattimento.
L'Alfabeto Motorio originale è stato conservato mentre è stato ritualizzato il confronto, non si combatte per la sopravvivenza ma per l'autoaffermazione che dia consapevolezza e stima delle proprie capacità fisiche e mentali, nel massimo rispetto per l'incolumintà della persona.

Il Karate è un'arte marziale giapponese che si pratica a mani nude, senza armi. Rientra nel Budo, che comprendeva altre discipline come il Kiu-do, lo Jai-do, il Kendo, il Ju Jitsu.
Queste discipline sono stili di vita che consentono, attraverso una applicazione regolare e faticosa, l’accesso ad un segreto, ad una differente percezione delle cose.

Chi può praticarlo?


Lo slogan della FIJKAM (Federazione riconosciuta dal CONI) è dai 5 ai 105 anni. Infatti attraverso le moderne metodologie d'allenamento che pongono come centro la formazione, lo sviluppo e il mantenimento del benessere psico-fisico dell'individuo il karate è ad ogni età un mezzo molto efficiente e potente.

Cosa si pratica?


Lo studio del karate si compone di due specialità: le forme (kata, pronuncia katà), esercizi codificati dove le tecniche di combattimento stilizzate vengono eseguite senza l'avversario con lo scopo di tramandare antiche conoscenze ed il combattimento (kumite, pronincia kumité), ossia l'applicazione dinamica dell'alfabeto motorio del karate in un contesto di confronto ritualizzato dove i colpi non vengono affondati e l'incolumità fisica è preservata dai regolamenti.

Quali sono i benefici?


La pratica di una disciplina sicura dove l'individuo è il fine ultimo ed è al centro delle attenzioni, l'acquisizione dell'autocontrollo dato dalla consapevolezza della proprie capacità e lo sviluppo graduale nel quale la formazione è più importante della prestazione, fanno di questo sport un ottimo mezzo di crescita psico-fisica. Mobilità articolare, elasticità e tonicità muscolare uniti dalla consapevolezza dei propri mezzi sono la strada sicura per un pieno benessere.

Come

Richiede l'utilizzo di tutte le parti del corpo per difendersi e attaccare. A differenza del Judo, nel quale le proiezioni formano il 90% della pratica ed è strettamente proibito colpire, nel karate il 95% delle tecniche di base sono finalizzate a colpire l'avversario. I colpi si realizzano nell'uso delle gambe e delle braccia-.

Nel karate agonistico vige una regola: non colpire davvero provocando dolore, ma mostrare la propria supremazia rendendo la vittoria indiscutibile.

Il karate oggi è la tecnica più diffusa sia come mezzo di difesa personale sia di offesa, la sua validità si riscontra in diverse occasioni.
Esistono delle forme dinamiche codificate denominate Katà; comprendono i movimenti fondamentali, essenziali, di base, per l'apprendimento e lo studio di questa arte.

Il karate convoglia lo spirito della tenacia e della voglia di vivere.
L'allenamento si pratica dentro il Dojo senza pericoli, aprendo a colui che lo pratica, la via dell'unione tra corpo e spirito.

L'allenamento del Karate è accrescitivo della forza fisica dell'individuo che ricava dal karate oltre alla potenza anche scioltezza e salute.

Dove

Come generalmente per tutte le arti marziali così per il karate non è imposto di praticarla esattamente in un luogo preciso. Il karate può esistere in una palestra, come anche a casa propria, con gli amici all’aperto come ad esempio un bosco, ovunque, anche al Karate Kyu di Vittorio Veneto.

Le Gare

Esistono molte tipologie di prova anche a seconda del range d’età interessato. Le principali sono i Kata e i Kumite assieme ai circuiti anche detti percorsi per i più giovani.

Il kata è lo svolgimento sequenziale e preordinato di tecniche dell’arte marziale del karate e non prevedere uno scontro diretto.

Il kumite è la lotta all’interno del tatami, anche in questo caso non è previsto lo scontro diretto ma la misurazione della precisione della performance tecnica e del controllo sulla stessa.

Generalmente nel kumite esiste un regolamento esordienti che prevede non vi siano sospensioni durante l’incontro per 50 secondi. Mentre per gli altri il regolamento è WKF, ossia ad ogni punto ottenuto, raggiunto in gara, vengono fermati l’incontro e il tempo che riprenderanno successivamente al via dell’arbitro.




IL PERCORSO COGNITIVO E LA FORMAZIONE DELLE INTELLIGENZE MOTORIE


Il sé

Attraverso la formazione dello schema corporeo l'individuo scopre le proprie capacità e impara a gestirle.

Il sé e l'ambiente

Attraverso dei percorsi attrezzati inizia il confronto con l'ambiente che delimita, indirizza, orienta i comportamenti nello spazio.

Il sé e la tecnica

Attraverso l'alfabeto motorio del karate, ovvero la tecnica (difese, pugni, calci, ecc.) si affina la capacità di gestire il proprio corpo, migliorando le prestazioni ed acquisendo sicurezze.

Il sé e il suono

Attraverso l'abbinamento suono-movimento si migliora notevolmente la capacità di ritmo e di interazione con il tempo.

Il sé e l'oggetto

Attraverso l'uso di un palloncino che funge da bersaglio si lega la tecnica con la distanza in tutta sicurezza.

Il sé e il soggetto

Attraverso la collaborazione con il partner-avversario si riesce a riconoscere la valenza nel migliorare se stessi: affidamento e collaborazione per progredire insieme.



- - -

Karate Kyu Vittorio Veneto ha sottoscritto un importante documento per combattere la quarta causa di morte nel mondo, un pericolo vicino eppure silenzioso, la sedentarietà dei costumi che conduce a serie patologie non per forza in età avanzata, per saperne di più La Carta di Toronto

Nessun commento:

Posta un commento